Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Chi resta nella casa familiare dopo la separazione? Regole, diritti e casi più frequenti

  Quando una coppia decide di separarsi, una delle prime domande riguarda la casa familiare. Chi può continuare ad abitarla? Il coniuge proprietario può chiedere all'altro di lasciare immediatamente l'immobile? La presenza dei figli cambia le regole? Si tratta di questioni che generano molta preoccupazione e che meritano una risposta chiara, perché ogni situazione presenta caratteristiche specifiche e deve essere valutata con attenzione. Per casa familiare si intende l'abitazione nella quale la famiglia ha vissuto stabilmente durante la convivenza. Non conta soltanto chi ne è proprietario: ciò che assume particolare rilievo è la funzione che l'immobile ha svolto come centro della vita familiare. Chi ha diritto di rimanere nella casa dopo la separazione? La risposta dipende da diversi fattori. L'assegnazione della casa familiare è strettamente collegata alla tutela dell'interesse dei figli minorenni o dei figli maggiorenni non ancora economicamente autosufficient...

Casa ereditata tra fratelli: come si divide e cosa fare se uno non vuole vendere?

  Hai ereditato una casa insieme ai tuoi fratelli? La perdita di un genitore o di un familiare è già un momento delicato. Quando, oltre al dolore, occorre gestire un immobile ereditato insieme ad altri eredi, possono nascere dubbi e, talvolta, veri e propri conflitti. È una situazione molto frequente: un fratello desidera vendere l'immobile, un altro vorrebbe conservarlo, un altro ancora intende abitarvi oppure non vuole prendere alcuna decisione. Come bisogna comportarsi in questi casi? È possibile obbligare gli altri coeredi a vendere? Quali sono le alternative? In questo articolo analizziamo le principali regole previste dalla legge e le possibili soluzioni. Quando nasce la comunione ereditaria Quando un immobile viene ereditato da più persone, si crea automaticamente una comunione ereditaria . Ciò significa che nessun coerede è proprietario di una stanza o di una parte fisicamente individuata della casa: ciascuno possiede una quota ideale dell'intero immobile. Fino a quando...

Sfratto per morosità: come funziona e quando rivolgersi a un avvocato

Quando un inquilino smette di pagare il canone di locazione o gli oneri accessori, il proprietario ha il diritto di tutelarsi attraverso la procedura di sfratto per morosità. Lo sfratto per morosità è uno strumento previsto dalla legge che consente al locatore di ottenere, in tempi generalmente più rapidi rispetto a una causa ordinaria, sia il rilascio dell'immobile sia il recupero dei canoni non pagati. La procedura inizia con la notifica dell'atto di intimazione di sfratto e della contestuale citazione per la convalida davanti al Tribunale competente. Se l'inquilino non si oppone o non provvede a sanare la morosità nei casi consentiti dalla legge, il giudice può convalidare lo sfratto e disporre il rilascio dell'immobile. È importante agire tempestivamente.  Ritardare l'avvio della procedura può comportare un aumento del credito insoluto e ulteriori difficoltà nel recupero delle somme dovute. Ogni situazione presenta caratteristiche specifiche: è necessario verifi...