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Casa ereditata tra fratelli: come si divide e cosa fare se uno non vuole vendere?

  Hai ereditato una casa insieme ai tuoi fratelli? La perdita di un genitore o di un familiare è già un momento delicato. Quando, oltre al dolore, occorre gestire un immobile ereditato insieme ad altri eredi, possono nascere dubbi e, talvolta, veri e propri conflitti. È una situazione molto frequente: un fratello desidera vendere l'immobile, un altro vorrebbe conservarlo, un altro ancora intende abitarvi oppure non vuole prendere alcuna decisione. Come bisogna comportarsi in questi casi? È possibile obbligare gli altri coeredi a vendere? Quali sono le alternative? In questo articolo analizziamo le principali regole previste dalla legge e le possibili soluzioni. Quando nasce la comunione ereditaria Quando un immobile viene ereditato da più persone, si crea automaticamente una comunione ereditaria . Ciò significa che nessun coerede è proprietario di una stanza o di una parte fisicamente individuata della casa: ciascuno possiede una quota ideale dell'intero immobile. Fino a quando...
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Sfratto per morosità: come funziona e quando rivolgersi a un avvocato

Quando un inquilino smette di pagare il canone di locazione o gli oneri accessori, il proprietario ha il diritto di tutelarsi attraverso la procedura di sfratto per morosità. Lo sfratto per morosità è uno strumento previsto dalla legge che consente al locatore di ottenere, in tempi generalmente più rapidi rispetto a una causa ordinaria, sia il rilascio dell'immobile sia il recupero dei canoni non pagati. La procedura inizia con la notifica dell'atto di intimazione di sfratto e della contestuale citazione per la convalida davanti al Tribunale competente. Se l'inquilino non si oppone o non provvede a sanare la morosità nei casi consentiti dalla legge, il giudice può convalidare lo sfratto e disporre il rilascio dell'immobile. È importante agire tempestivamente.  Ritardare l'avvio della procedura può comportare un aumento del credito insoluto e ulteriori difficoltà nel recupero delle somme dovute. Ogni situazione presenta caratteristiche specifiche: è necessario verifi...

Quanto tempo serve per separarsi e divorziare? Le novità della Riforma Cartabia

Chi si trova ad affrontare la fine del proprio matrimonio spesso si pone una domanda: quanto tempo ci vorrà per ottenere il divorzio? Con la Riforma Cartabia, entrata pienamente in vigore nel 2023, il legislatore ha introdotto importanti novità che hanno reso il procedimento più semplice e, soprattutto, più rapido in molti casi. La principale novità: separazione e divorzio nello stesso procedimento Fino a pochi anni fa era necessario affrontare due procedimenti distinti. Prima si chiedeva la separazione, si attendevano i termini previsti dalla legge (6 mesi in caso di separazione consensuale, 12 mesi in caso di separazione giudiziale) e solo successivamente si poteva iniziare una nuova causa per ottenere il divorzio. Oggi non è più così. La Riforma Cartabia consente infatti di presentare fin dall'inizio, nello stesso ricorso, sia la domanda di separazione sia quella di divorzio. Questo significa che non è più necessario instaurare un secondo giudizio una volta decorso il periodo di...

Liquidazione controllata del patrimonio

Quando i debiti diventano insostenibili e non è più possibile trovare un accordo con i creditori, esiste una soluzione legale chiara e definitiva: la liquidazione controllata del patrimonio del consumatore .  Il vero obiettivo è quello di liberarsi dai debiti, bloccare le  azioni esecutive con la  concreta di possibilità  ripartire da zero.  Una nuova partenza è dunque possibile! La liquidazione controllata del patrimonio del consumatore è una procedura prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza che consente a chi è sommerso dai debiti di mettere ordine nella propria situazione , affidando la gestione dei beni a un professionista nominato dal tribunale. In pratica, il patrimonio del debitore (nei limiti previsti dalla legge) viene utilizzato per pagare, almeno in parte, i creditori. Ma c’è un punto fondamentale che molti non conoscono: non è necessario pagare tutto il debito . Il grande vantaggio arriva alla fine della procedura; d opo la ...

Pubblicazione fotografie minori senza il consenso del genitore

 La pubblicazione di fotografie di minori sui social network è una pratica sempre più diffusa, ma può diventare fonte di conflitto quando uno dei genitori non è d’accordo. In questi casi, la questione non è solo familiare, ma anche giuridica, poiché coinvolge diritti fondamentali del minore, come la tutela della sua immagine e dei suoi dati personali. In base alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (in particolare il Regolamento UE 2016/679 – GDPR e il Codice Privacy italiano), l’immagine di una persona costituisce dato personale. Quando si tratta di minori, la protezione è rafforzata: le decisioni che riguardano la loro esposizione online devono essere assunte nell’interesse superiore del minore e, di regola, con il consenso di entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale. La giurisprudenza italiana ha più volte chiarito che la pubblicazione di foto dei figli minori sui social non può essere considerata un atto di ordinaria amministrazio...

L'amministrazione di sostegno

L’amministrazione di sostegno è uno strumento giuridico previsto dal diritto italiano - introdotto dalla Legge 6/2004 - per tutelare le persone che, per effetto di una infermità o menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità – anche parziale o temporanea – di provvedere ai propri interessi.  Lo scopo di tale misura è quello di proteggere la persona interessata (detta “beneficiario”) senza toglierle completamente la capacità di agire, come invece accade con l’interdizione o l’inabilitazione.  Il giudice nomina un amministratore di sostegno (che può essere un familiare o altra persona di fiducia), che si occupa degli atti di ordinaria o straordinaria amministrazione indicati nel decreto di nomina. Possono presentare ricorso al giudice tutelare: la persona interessata, il coniuge o il convivente, i parenti entro il 4° grado e gli affini entro il 2° grado,  il tutore o curatore, il pubblico ministero e infine i servizi sociali.  Le persone legittimate, i...

Modifica dell'assegno divorzile: Cassazione Civile, sez. I, Ordinanza n° 3543/2025

" In materia di revisione dell'assegno di divorzio, il diritto a percepirlo di un coniuge ed il corrispondente obbligo a versarlo dell'altro, nella misura e nei modi stabili dalla sentenza di divorzio, conservano la loro efficacia sino a quando non intervenga la modifica di tale provvedimento "  Così la Corte di Cassazione Civile ribadisce il concetto di modificabilità del provvedimento emesso dal Tribunale in sede divorzile, il quale non ha una durata prestabilita ma può essere modificato in caso di cambiamenti nelle condizioni economiche o personali. L'assegno, pertanto, può essere modificato in casi specifici: variazione delle condizioni economiche : se uno dei coniugi ha un cambiamento significativo nelle proprie condizioni economiche, come la perdita di lavoro, una grave malattia, o viceversa un aumento significativo delle proprie risorse economiche; matrimonio o convivenza dell'ex coniuge beneficiario : se l'ex coniuge che riceve l'assegno si ri...