Molte persone ritengono che l'assegno di mantenimento stabilito dal giudice o concordato in sede di separazione o divorzio rimanga immutabile nel tempo. In realtà non è così. La legge consente di chiedere la modifica delle condizioni economiche quando, dopo il provvedimento di separazione o divorzio, intervengono cambiamenti rilevanti nella situazione personale, familiare o patrimoniale di uno o di entrambi gli ex coniugi. Ma attenzione: non è sufficiente ritenere l'assegno "troppo alto" o "troppo basso". È necessario dimostrare che, rispetto al momento in cui sono state stabilite le condizioni, si sia verificato un mutamento concreto e significativo delle circostanze. Quando è possibile chiedere la modifica? La modifica dell'assegno di mantenimento può essere richiesta quando intervengono fatti nuovi che incidono sull'equilibrio economico posto a base del precedente provvedimento. A titolo esemplificativo: perdita del lavoro; riduzione significativa...
Quando una coppia decide di separarsi, una delle prime domande riguarda la casa familiare. Chi può continuare ad abitarla? Il coniuge proprietario può chiedere all'altro di lasciare immediatamente l'immobile? La presenza dei figli cambia le regole? Si tratta di questioni che generano molta preoccupazione e che meritano una risposta chiara, perché ogni situazione presenta caratteristiche specifiche e deve essere valutata con attenzione. Per casa familiare si intende l'abitazione nella quale la famiglia ha vissuto stabilmente durante la convivenza. Non conta soltanto chi ne è proprietario: ciò che assume particolare rilievo è la funzione che l'immobile ha svolto come centro della vita familiare. Chi ha diritto di rimanere nella casa dopo la separazione? La risposta dipende da diversi fattori. L'assegnazione della casa familiare è strettamente collegata alla tutela dell'interesse dei figli minorenni o dei figli maggiorenni non ancora economicamente autosufficient...