Quando una coppia decide di separarsi, una delle prime domande riguarda la casa familiare. Chi può continuare ad abitarla? Il coniuge proprietario può chiedere all'altro di lasciare immediatamente l'immobile? La presenza dei figli cambia le regole? Si tratta di questioni che generano molta preoccupazione e che meritano una risposta chiara, perché ogni situazione presenta caratteristiche specifiche e deve essere valutata con attenzione. Per casa familiare si intende l'abitazione nella quale la famiglia ha vissuto stabilmente durante la convivenza. Non conta soltanto chi ne è proprietario: ciò che assume particolare rilievo è la funzione che l'immobile ha svolto come centro della vita familiare. Chi ha diritto di rimanere nella casa dopo la separazione? La risposta dipende da diversi fattori. L'assegnazione della casa familiare è strettamente collegata alla tutela dell'interesse dei figli minorenni o dei figli maggiorenni non ancora economicamente autosufficient...
Hai ereditato una casa insieme ai tuoi fratelli? La perdita di un genitore o di un familiare è già un momento delicato. Quando, oltre al dolore, occorre gestire un immobile ereditato insieme ad altri eredi, possono nascere dubbi e, talvolta, veri e propri conflitti. È una situazione molto frequente: un fratello desidera vendere l'immobile, un altro vorrebbe conservarlo, un altro ancora intende abitarvi oppure non vuole prendere alcuna decisione. Come bisogna comportarsi in questi casi? È possibile obbligare gli altri coeredi a vendere? Quali sono le alternative? In questo articolo analizziamo le principali regole previste dalla legge e le possibili soluzioni. Quando nasce la comunione ereditaria Quando un immobile viene ereditato da più persone, si crea automaticamente una comunione ereditaria . Ciò significa che nessun coerede è proprietario di una stanza o di una parte fisicamente individuata della casa: ciascuno possiede una quota ideale dell'intero immobile. Fino a quando...